Coltivare il Miscanto, un business ecologico

0
2914

miscanto2 7-9 2015

Presentata in un seminario ad Agrilevante una pianta originaria dell’Asia centrale capace di purificare i terreni assorbendo le sostanze inquinanti, e nello stesso tempo di produrre materia prima combustibile e paste vegetali per l’industria cartaria. Positivi i risultati di una sperimentazione realizzata in Abruzzo, presentati a Bari dagli esperti di Itabia. 

Ha un nome vagamente magico, ed ha in effetti proprietà straordinarie. Il “Miscanto” è una pianta originaria dell’Asia centrale che attecchisce bene nelle nostre regioni e che può cambiare il destino di vasti territori della Penisola. Pianta erbacea rustica, il Miscanto ha un apparato radicale molto esteso e la capacità di assorbire dal terreno sostanze inquinanti e metalli pesanti, svolgendo così un’opera di bonifica e filtraggio delle sostanze dannose, e di ripristino degli equilibri biologici in tutte le aree che presentano suoli degradati. L’abbondante massa vegetale prodotta dal Miscanto – peraltro – può avere molteplici impieghi, essendo adatta alla produzione di carte da imballaggio, e all’uso come materia prima combustibile (in forma di cippato, di pellet o di etanolo). Di questa pianta si è parlato questa mattina a Bari, nell’ambito di Agrilevante, in un seminario dal titolo “Il miscanto, una coltura preziosa per il ripristino dei suoli degradati e la produzione di bioenergia”, promosso da Itabia, l’associazione specializzata nello studio, nella sperimentazione e nella divulgazione delle piante e delle tecnologie per le filiere bioenergetiche. Gli esperti di Itabia Vito Pignatelli e Matteo Monni hanno descritto le formidabili potenzialità di questa pianta, sulla quale convergono gli interessi delle amministrazioni territoriali per l’azione di bonifica che questa è in grado di effettuare, gli interessi degli agricoltori, per la possibilità di produrre grandi quantità di biomassa a costi contenuti, e quelli dell’industria dell’energia e delle fibre vegetali. Nel corso del seminario sono stati presentati anche i risultati di una ricerca – promossa in Abruzzo dal Gruppo di Azione Locale “Gran Sasso Velino”, finanziata con fondi comunitari nell’ambito dei Piani di Sviluppo Rurale – che ha messo alla prova il Miscanto su alcuni terreni critici della Piana del Fucino, una delle aree dell’Abruzzo che hanno subito fenomeni di inquinamento e di degrado, misurando le sue proprietà e confermando come questa pianta possa agire efficacemente sui nostri territori, conciliando gli interessi economici con le esigenze ambientali.