Boom per le facoltà “agricole”

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Sempre più studenti universitari scelgono l’agricoltura, vedendo prospettive di futuro nei mestieri della terra. E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Lombardia sulle iscrizioni alle facoltà di Agraria e di Veterinaria delle università lombarde presentato oggi in occasione della tappa Milanese del Lombardia Expo Tour. Negli anni peggiori della crisi, fra il 2009 e il 2014, gli studenti che hanno deciso di iscriversi al primo anno di un corso di laurea in Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università Statale di Milano e dell’Università Cattolica con i poli di Cremona e Piacenza (tradizionale approdo di molti lombardi della fascia sud della regione) sono raddoppiati, passando da 739 a 1.473  registrando un +99,32% (dati aggiornati alla prima settimana di maggio 2014). Un boom – spiega Coldiretti Lombardia – trainato dai ragazzi che scelgono corsi universitari più legati alla valorizzazione del Made in Italy: oggi gli studenti che stanno studiando Agraria negli atenei lombardi sono oltre settemila (7.065) contro i poco più di cinquemila (5.299) del 2009, con un aumento di oltre il 33%.

«I giovani hanno intercettato le nuove tendenze dello sviluppo del nostro mondo e hanno compreso il valore professionale, economico e anche personale di un lavoro legato al mondo della terra – dice Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – Le nuove generazioni con le loro idee e il loro dinamismo stanno dando all’agricoltura e alla competizione sui mercati nazionali e internazionali una marcia in più a quel legame con il territorio, con la cultura e con la tradizione italiana che è da sempre elemento caratterizzante del nostro settore». All’Università Statale di Milano – spiega l’analisi di Coldiretti Lombardia – le immatricolazioni alla laurea in Scienze Agrarie sono più che raddoppiate in cinque anni, passando da 584 a 1.237 (+111,82%). E se l’aumento riguarda tutti i corsi, analizzando i singoli curricula si vede come a “tirare” non sia soltanto la tradizionale laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie (dove le iscrizioni dal 2009 ad oggi sono quadruplicate, passando da 101 a 311, un aumento percentuale del 207,92%).

Anche il percorso di studi in Scienze e Tecnologie per la Ristorazione, infatti, è passato da 80 matricole nell’anno accademico 2009/10 a 245 studenti che si sono iscritti nel 2013/2014 (+206,25%). Sempre alla Statale di Milano va forte anche il corso in Viticoltura ed Enologia: anche qui le iscrizioni sono più che raddoppiate dall’inizio della crisi ad oggi, e gli studenti iscritti al primo anno sono passati da 67 a 153 (+128,36%).

Più contenuto invece l’aumento delle immatricolazioni alla facoltà di Veterinaria, dove i corsi sono a numero chiuso e i posti a disposizione vengono decisi anno per anno dal Ministero. Eppure anche qui, dal 2009 ad oggi, le immatricolazioni alla Statale di Milano sono cresciute del 25 per cento (da 354 a 444 iscrizioni). Se si analizza il totale degli iscritti a tutte le facoltà “agricole” della Statale di Milano – spiega il Report di Coldiretti Lombardia – in cinque anni si è passati da 4.731 a 6.365 con un aumento del 34,5%. E da quando è iniziata la crisi, i diversi corsi di studio legati alla terra hanno attirato sempre di più anche le donne: nel 2009 in agraria erano il 35% e sono diventate il 42% nel 2014, mentre a veterinaria, facoltà a schiacciante maggioranza “rosa”, si è passati dal 71,5% di ragazze a oltre il 74%.

“L’agricoltura è sempre più femminile – commenta Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia – nella nostra regione un titolare su 5 è donna e se si analizzano le realtà dove le donne hanno un qualche ruolo di gestione, dal rapporto con i fornitori alla gestione amministrativa, le quote rosa agricole salgono almeno al 60%. Uno scenario di questo tipo si ripercuote poi sulle nuove generazioni e sui percorsi formativi universitari che decidono poi di affrontare”.

Una crescita che si registra anche in un altro importante ateneo di riferimento per i lombardi, l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Anche qui infatti si svolgono dei corsi di laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie e Alimentari, che si tengono nelle sedi distaccate di Piacenza e Cremona. E anche in questo caso le iscrizioni sono in aumento: se cinque anni fa le immatricolazioni erano 155, infatti, oggi sono 236: significa un aumento percentuale di oltre il 50 per cento (+52,26%). Per quanto riguarda il totale degli iscritti fra Cremona e Piacenza si è passati dai 565 del 2009 ai 631 del 2014 con un aumento dell’11,7%. Sempre in Cattolica il peso delle nuove iscrizioni è passato dal 27,4% del 2009 al 37,4% del 2014.