Bandiere Verdi tra tradizione e innovazione

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Premiare la volontà e l’impegno di giovani imprenditori a riscoprire in un’ottica di sostenibilità gli antichi mestieri e rilanciarli rispettando la tradizione ma utilizzando, dove possibile, le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Questo il filo conduttore che accomuna i 16 vincitori della  Bandiera Verde Agricoltura 2019, il premio promosso da Cia-Agricoltori Italiani, giunto alla XVII edizione, che ha visto nei giorni scorsi a Roma le premiazioni, in una cerimonia durante la quale sono inoltre stati consegnati  tre riconoscimenti a Comuni rurali virtuosi e due premi speciali.

Sono molti gli esempi citabili tra i premiati: da un vecchio essiccatoio riqualificato in provincia di Cuneo per far rivivere la secolare cultura castanicola, all’azienda che ha ‘sottratto’ al bosco quattro ettari di terreno nel Canavese per rilanciare la tradizione vinicola locale; fino a una masseria salentina trasformata in polo culturale e agriturismo di pregio, in grado di ospitare laboratori creativi per bambini all’interno di un anfiteatro naturale formato da 700 olivi secolari. E, ancora, orti verticali e lombricaie high-tech.

Ritorno alle radici e forte legame col territorio, abbinati all’innovazione, dunque. Anche dalle Bandiere Verdi, secondo la CIA,  si conferma la dinamicità di un settore che continua ad attirare, nonostante tutte le difficoltà da mettere in conto, numerosi giovani. In Italia oggi sono circa 60mila le imprese agricole condotte da under 35, così come crescono i giovani che danno via a startup e, in generale, i dipendenti occupati in agricoltura, che nel primo trimestre 2019 è aumentato in Italia di 17.000 unità.

Nella viticoltura un vero e proprio ambasciatore dei vini naturali, Francesco Valentino Dibenedetto, è il vincitore del Bandiera Verde Gold, assegnata al campione dei campioni per aver portato davanti all’Europarlamento il suo appello per far dichiarare l’humus patrimonio dell’umanità dall’Unesco, praticando l’agricoltura sinergica, uno stadio ancora più radicale della biodinamica, per un rapporto più profondo tra terra, uomo e luogo.

Per la sezione Agri-cinema, il premio è andato a Aspromonte-la terra degli ultimi, film  diretto da Mimmo Calopresti e interpretato da Valeria Bruni Tedeschi e Marcello Fonte, dedicato alla voglia di riscatto e alle sofferenze sociali della popolazione di un paesino arroccato sulle montagne calabresi, che mantiene un forte senso di appartenenza territoriale. Spazio, come ogni anno, anche all’agricoltura del Mediterraneo con la Bandiera Verde 2019 a “Green solutions”, azienda marocchina fondata da tre studenti del Chieam di Bari (l’Istituto Agronomico del Mediterraneo), che ha fatto della ricerca sull’efficientamento idrico la sua mission, brevettando una soluzione per misurare l’umidità del suolo in tempo reale, ed è selezionata tra le proposte per ridurre il climate change alla conferenza sul clima di Parigi (Cop21).

Tra i Premi speciali assegnati da Cia, Bandiera Verde a Maurizio Carucci, leader del gruppo musicale degli Ex-Otago. Il cantante è stato ideatore di un progetto di sviluppo territoriale che si basa sul recupero di una vecchia cascina nell’alta Val Borbera, diventata negli anni azienda vinicola, valorizzando le risorse agricole e ambientale della zona. Carucci è anche ideatore del Boscadrà Festival, evento che mette al centro il rapporto tra terra e d’arte nell’Appennino ligure-piemontese, organizzato tutti gli anni nel mese di luglio. Il secondo riconoscimento speciale è andato allo chef Giorgione, interprete di una cucina ispirata alle tradizioni del mondo rurale e accessibile al vasto pubblico televisivo.

”I nostri premi Bandiera Verde – sottolinea il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino – dimostrano ancora una volta l’evoluzione della figura dell’agricoltore come imprenditore multitasking, capace non solo di produrre dai campi ma di preservare il territorio e qualificarlo attraverso la custodia delle tradizioni rurali”.

Emiliano Raccagni

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