Assegnati gli Oscar Green 2016

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Da chi ha dato vita ad un orto canterino rasserenante i cui suoni cambiano insieme al clima esterno e a quello interno dell’animo umano a chi trasforma uno scarto aziendale in biocosmetica antispreco a base di prodotti dell’orto. Da chi ha sperimentato con successo la produzione di birra biodinamica al radicchio che viene prodotta seguendo l’influsso della luna secondo rigidissimo disciplinare a chi ha creato dal nulla il primo tessuto alle arance. E ancora da chi ha saputo coniugare innovazione e tradizione valorizzando le proprietà della mela annurca raffigurata addirittura nei dipinti rinvenuti negli scavi di Ercolano in una biopasticca anticolesterolo a chi sposando in pieno l’idea del connubio cibo e cultura ha trasformato in veri e propri gioielli le sua bottiglie di vino consegnate a personalità internazionali dal papa a Obama. Sono questi i sei vincitori del concorso “Oscar Green” 2016, il premio per la creatività d’impresa dei Giovani della Coldiretti che testimoniano l’eccezionale spirito imprenditoriale dei giovani agricoltori che con coraggio e passione sfidano la crisi e riescono a fare business.

Puntare sul recupero degli scarti aziendali oggi è importantissimo tanto da far vincere un oscar, quello della Coldiretti assegnato nella categoria We Green assegnato a Roberto Cerami, giovane imprenditore toscano che ha avuto l’originale idea di produrre biocosmetici antispreco. Si tratta di un grandioso progetto realizzato insieme all’università di Caserta alla quale, quasi per gioco, Roberto ed Elvira hanno consegnato gli scarti del loro orto per farli analizzare. Gli studiosi seguendo le tabelle ufficiali della farmacopea ne hanno ricavato preziose creme per il corpo, maschere per il viso e saponi, tutti prodotti non citotossici e rigorosamente biologici.

Essere particolarmente sensibili all’ambiente e alle emozioni che esso trasmette invece ha garantito l’oscar green della Coldiretti nella categoria Paese Amico che va ad un architetto, Francesco Lipari, che si è messo al lavoro insieme al comune di Siracusa e a Campagna amica per dar vita ad un orto canterino, un vero e proprio giardino interattivo, un paesaggio sonoro che cambia insieme al clima esterno e a quello interno dell’animo umano; il battito cardiaco della persona che si avvicina alle realizzazioni naturali di quest’orto canterino è in grado di influenzarne la melodia, insomma è proprio il caso di dire che l’armonia la sceglie la natura.

Nella categoria Social Innovation invece l’ambito premio è andato al campano Giuseppe Giaccio per la sua capacità di coniugare la storia all’innovazione valorizzando le proprietà della mela annurca raffigurata addirittura nei dipinti rinvenuti negli scavi di Ercolano in una biopasticca anticolesterolo. Grazie alla ricerca dell’università di Napoli, infatti, l’annurca è stata trasformata in capsule che producono effetti simili alle statine, riduce il colesterolo cattivo e aumenta quello buono.

Guardare con un occhio speciale alla luna e le sue fasi – continua la Coldiretti – ha garantito l’Oscar Green nella categoria Campagna Amica al veneto Paolo Marangon per l’innovativa produzione di birra biodinamica al radicchio di Treviso, una birra stagionale che viene prodotta una volta l’anno, seguendo non solo tutto il percorso del radicchio rosso di Treviso che ha un protocollo molto rigoroso ma anche un vero e proprio disciplinare biodinamico che comporta una serie di operazioni, compiute a partire dal campo e fino alla trasformazione, seguendo il calendario astronomico.

Ma da oscar – continua la Coldiretti – è anche la sapiente capacità del friulano Cristian Specogna di unire in modo esemplare due eccellenze italiane, vino e arte, tanto da fargli aggiudicare il premio nella categoria Fare Rete. Il giovane imprenditore agricolo ogni anno nella sua cantina crea dei veri e propri gioielli che danno vita ad una preziosa collezione di bottiglie dipinte da vari artisti che sono state addirittura consegnate a personalità internazionali, non da ultimo Papa Francesco, il principe di Monaco e Obama.

E per finire – conclude la Coldiretti – nella categoria impresa 2.terra viene premiata l’entusiasmante modello imprenditoriale di Adriana Santonocito che nella sua Sicilia ha deciso di produrre con enorme successo un tessuto, fresco, nuovo e bizzarro ma anche sostenibile, realizzato dagli scarti di arance è la brillante idea da oscar. Tutto nasce dalla sua tesi di laurea che pian piano diventa un progetto di ricerca e quindi una start up e che oggi è un business e una scommessa di futuro; il progetto è sviluppato insieme al Politecnico di Milano che realizza il brevetto che permette di produrre l’orange fiber, una particolare cellulosa estratta dagli scarti di arance in grado di diventare un vero e proprio tessuto agli agrumi.

Sono tutte storie imprenditoriali – conclude la Coldiretti – che raffigurano in pieno le potenzialità del settore agricolo e la forza di un territorio variegato e produttivo che coinvolge milioni di ragazzi rendono l’Italia dei giovani agricoltori competitiva.

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