Arriva l’Albo degli operatori agromeccanici

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Nasce un Albo per promuovere la professionalità degli operatori agromeccanici, che fissa regole deontologiche chiare e sia da supporto per le aziende agricole che si avvalgono del loro lavoro. L’iniziativa, promossa dalla Confederazione Agromeccanici, Agricoltori Italiani e Coldiretti si propone di fornire un nuovo strumento per andare incontro alle esigenze di informazione e trasparenza nel mercato dei servizi dei contoterzisti agricoli.

Secondo il presidente della Confederazione Agromeccanici e Agricoltori Italiani Gianni Dalla Bernardina “Non era più possibile procrastinare l’inquadramento dell’imprenditore agromeccanico in ambito agricolo. In attesa che il legislatore attribuisca alla categoria la veste giuridica che riteniamo le spetti creiamo un Albo che favorisce l’avvento dell’agricoltura di precisione, la digitalizzazione, l’innovazione e di cogliere le opportunità previste dell’agricoltura 4.0. Con noi in questo percorso ci sarà Coldiretti, con la quale stiamo creando l’Albo che poggerà su di un codice etico ed uno tecnico, pubblico e di facile consultazione che soddisfi le esigenze dell’agricoltura, intesa come progresso del comparto tutto”. A margine dell’annuncio, è stato quindi istituito un tavolo che lavorerà per individuare criteri e regole per definire gli ambiti operativi di una delle categorie cardine dell’agricoltura italiana.

Serve trasparenza nello svolgimento di una attività diventata centrale per lo sviluppo e l’innovazione nelle campagne italiane – ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – nel sottolineare “l’importanza della collaborazione avviata per contribuire allo sviluppo di una agricoltura sempre più tracciabile e sostenibile”.

Contestualmente alla creazione dell’Albo, la categoria ha incontrato nei giorni scorsi il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Stefano Patuanelli, per ribadire che nella partita per l’innovazione in agricoltura anche le imprese agromeccaniche giocheranno un ruolo fondamentale. Secondo Della Berardina, infatti, “Non si può affrontare un percorso di transizione ecologica senza considerare l’attività agromeccanica e assecondarne la spinta tecnologica”. Durante i colloqui con il ministro, l’associazione di categoria ha illustrato le priorità di un comparto, quello delle imprese agromeccaniche, che genera un fatturato di oltre 4,5 miliardi di euro, con oltre 18 mila imprese coinvolte, al servizio di oltre 600.000 aziende agricole, per una superficie lavorata di 6 milioni di ettari in Italia.

Le imprese agromeccaniche attendono ora il totale riconoscimento agricolo come dettato dalla legge, eliminando così quella confusione di ruoli che non fanno altro che limitare la competitività delle filiere agroalimentari italiane proiettate in un mondo sempre più globalizzato e alle prese con le sfide della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Emiliano Raccagni

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