Ancora poche le polizze agevolate al Sud Italia

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Le assicurazioni agricole agevolate faticano ancora a diffondersi nel Sud Italia, al cospetto delle regioni settentrionali che confermano la loro leadership. A fornire la fotografia di tale scenario è il rapporto Ismea “La gestione del rischio nell’agricoltura del Mezzogiorno”, realizzato in collaborazione con il ministero delle Politiche agricole alimentari forestali e del turismo e con il supporto scientifico dell’Università degli Studi di Foggia, nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale Nazionale 2014 – 2020.

Il mercato è, quindi, ancora caratterizzato da una significativa asimmetria che registra, con riferimento alle regioni del Mezzogiorno, una quota del 12% delle aziende assicurate in Italia, del 7 % per quanto concerne i valori, del 5% relativamente alle superfici. Sulla scorta dei numeri esitati dal report, negli ultimi anni si sono, in sostanza, dimezzate, in termini numerici, le aziende che hanno fatto ricorso allo strumento assicurativo.

Numeri alla mano, dallo studio di Ismea emerge che nel 2017 si sono ridotte di un ulteriore 13%, nelle regioni del Sud Italia (meno 6,6% a livello nazionale), le aziende agricole che hanno sottoscritto almeno una polizza assicurativa agevolata, il cui numero è sceso sotto 6.800 (erano oltre 13.000 ad inizio decennio). Negativi anche i riscontri sulla dinamica dei valori assicurati, scesi nel Mezzogiorno del 2,5% in un anno (più 1% il dato complessivo nazionale) e del 47% se confrontati con i livelli del 2010. Trend negativo piuttosto netto ed evidente. Secondo il rapporto, un recupero si registra soltanto nel 2018, dopo gli eccezionali danni ai raccolti subiti dalle aziende agricole a causa delle gelate e della prolungata siccità estiva della precedente campagna. Al Sud, in particolare, i dati preliminari elaborati da ISMEA evidenziano un 30% in più di imprese assicurate e un 24% di crescita dei valori, a fronte di incrementi del 4,5% per le aziende e del 7,6% per i valori riscontrati a livello nazionale.

E l’analisi evidenzia che il divario Nord – Sud si rileva anche in riferimento a prodotti che maggiormente caratterizzano l’agricoltura del Mezzogiorno. Ad esempio, nel settore del grano duro, sono appena 214 le aziende assicurate nelle regioni meridionali e oltre 2.700 nel Nord Italia, area in cui la coltura è poco diffusa.

Ma quali sono le motivazioni che spingono le aziende meridionali a non sfruttare lo strumento delle polizze agricole agevolate? Il report, oltre ai “freddi” dati statistici, approfondisce anche le ragioni di tale trend.

E così, lo studio evidenzia che coloro che hanno rinunciato alla copertura assicurativa, pur avendo in passato sottoscritto polizze agevolate, adducono, soprattutto, motivazioni economiche, sottolineando il problema dei costi eccessivamente elevati delle polizze o l’esigenza di non gravare l’azienda di ulteriori oneri. In altri casi, ci sono aziende che hanno affermato di preferire il ricorso a tecniche agronomiche di prevenzione dei danni alle colture o dotando l’azienda di strutture di protezione. Si tratta, evidentemente, di soluzioni di gestione del rischio ritenute da molti alternative, e non complementari, alle polizze assicurative.

L’indagine condotta sottolinea, inoltre, che una quota non trascurabile di intervistati afferma di aver avuto esperienze negative in occasione di perizie e risarcimenti e di aver perso, quindi, la fiducia verso il sistema assicurativo.

Il focus punta l’attenzione anche sulla qualità delle informazioni in materia: il 75% degli intervistati, tra quelli che non si sono mai assicurati, ignora l’esistenza delle agevolazioni pubbliche sui premi assicurativi, ma il 13% di questi, dopo essere stati informati della possibilità di sfruttare il contributo, si sono detti propensi ad assicurarsi. Ciò denota l’esistenza di un potenziale inespresso che farebbe significativamente aumentare la partecipazione al mercato assicurativo da parte delle aziende agricole del Mezzogiorno.

di Antonio Longo

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