Agricoltura 4.0: i dati, nuova ricchezza

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Con Agricoltura 4.0 si intende esattamente il parallelo di quanto succede in Industria 4.0, ovvero l’integrazione e applicazione di tecnologie digitali opportunamente adattate e armonizzate, finalizzate a incidere su efficienza, resa e sostenibilità, qualità dei prodotti e dei processi nonché condizioni di lavoro, migliorandoli. Tali nuovi applicazioni portano tutte, in prima analisi, alla generazione di dati che, come afferma Filippo Renga, direttore dell’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano, costituiscono oggi il nuovo “petrolio” delle attività produttive. La filiera del “dato” – generazione e raccolta, gestione, analisi e conseguente conversione in specifiche misure – è la nuova ricchezza dell’industria in generale. E l’Agrifood non ne è escluso. Non è uno slogan o una moda: i risultati mostrati recentemente dall’Osservatorio Smart Agrifood, indicano che il mercato italiano della Agricoltura 4.0 è cresciuto nell’ultimo anno del 270% ed è stimato tra i 370 e i 430 milioni di €, ovvero circa il 5% di quello mondiale e circa il 18 % di quello europeo. L’offerta vede oltre 110 aziende fornitrici, sia tradizionali (80%) che start-up (20%) Cosa offre esattamente l’Agricoltura 4.0 all’imprenditore agricolo? Per lo più soluzioni ancora molto orientate all’agricoltura di precisione, per supportare tutte le fasi di lavoro, dalla coltivazione alla logistica. Ma sicuramente, le attività legate al campo – coltivazione, semina, piantumazione, raccolta – sono quelle che ancora richiamano l’offerta principale. Minore lo sviluppo di soluzioni che riguardano la pianificazione, lo stock e la logistica, così come ancora lento il decollo per quelle soluzioni di cosiddetto Internet of Farming ovvero destinate alla integrazione di tutti i dati lungo la filiera. Implicita in questo risultato è la direzione di sviluppo che l’offerta prenderà nei prossimi anni.

Offerta significa anche possibilità. Come sfruttano le aziende agricole l’orizzonte che le tecnologie 4.0 aprono loro? Perché le aziende ricorrono al 4.0? Innanzitutto, per cercare vie di diminuzione dei costi della produzione e aumento della qualità del prodotto. Bisogni tangibili, che velocemente si traducono in un ritorno economico, ma spesso anche in un ritorno ambientale. Come? Il caso riportato dalla azienda Riso Preciso – Società Agricola Battioli – è esemplificativo: tramite sensori montati su mietitrebbie si sono costruite, alla raccolta,  mappe di fertilità del campo, quindi mappe di concimazione. Questo ha permesso una concimazione ottimizzata con aumento delle rese e riduzione degli input di fertilizzanti. Questi sono solo alcuni dei risultati mostrati dall’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano alla presentazione del nuovo rapporto sull’affermazione di tecnologie 4.0 nel settore Agrifood.

Maria Luisa Doldi

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