6 miliardi di investimenti per l’agricoltura

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Muove ufficialmente i primi passi il progetto “Unicredit-Mipaaf: coltivare il futuro”, presentato congiuntamente a marzo dal gruppo bancario e dal Ministero. Parte rilevante del percorso, la messa a disposizione di un plafond da 6 miliardi di euro per sostenere gli investimenti delle imprese operanti nell’agroalimentare italiano. Nei giorni scorsi, con un evento a Milano seguito in streaming in quaranta città italiane, coinvolgendo 1200 imprenditori di tutto il Paese, la partnership è stata svelata con nuovi particolari. Nell’ambito dell’accordo, Unicredit lancerà  il nuovo agribond, un prodotto dedicato alle imprese della filiera agricola che, basandosi sulla garanzia pubblica fornita da Ismea consentirà l’attivazione di nuove erogazioni inizialmente per 300 milioni di euro, replicabili nel tempo. Attraverso il progetto, “facilitiamo non solo l’accesso al credito ma supportiamo le piccole e medie imprese su alcuni fronti chiave come formazione e promozione. C’è un’importante destinazione di risorse pari a 6 miliardi di euro, ma soprattutto torna a esserci un credito specializzato per l’agricoltura e per l’alimentare” — ha detto il ministro Maurizio Martina.

L’agroalimentare è un settore strategico per il nostro Paese, ma nonostante la qualità dei nostri prodotti e il crescente interesse per il made in Italy l’Italia esporta meno dei principali Paesi competitor. Il confronto internazionale indica che rimane un potenziale export da valorizzare ancora molto elevato, come segnala il fenomeno dell’italian sounding, stimato intorno a 60 miliardi di euro” ha evidenziato  l’AD di Unicredit Federico Ghizzoni. “Tutti questi motivi – ha aggiunto il country chairman Italy di Unicredit, Gabriele Piccini – ci hanno indotto a intervenire in maniera organica a sostegno del settore agroalimentare. Parallelamente al plafond di 6 miliardi metteremo in campo per gli imprenditori del settore un programma di interventi formativi e soluzioni tecnologiche innovative“.

“Coltivare il futuro” prevede anche la nascita di una Agri-Business School che si baserà su tre macro aree tematiche: competenze di base, ovvero un percorso formativo per acquisire le principali conoscenze finanziarie; – Export Management, che comprende sessioni formative dedicate a tematiche di internazionalizzazione;  Innovazione, che propone sessioni formative su tematiche di particolare attualità come la filiera corta, la tracciabilità e l’agricoltura di precisione.  Di rilievo, inoltre, anche il concetto di agricoltura intelligente con la nascita di ‘Value for Food’, iniziativa congiunta di UniCredit, Cisco Systems Italy e Penelope rivolta a finanziare e realizzare programmi di evoluzione tecnologica delle aziende agroalimentare

Da diverse Regioni Italiane sono arrivati i primi commenti sulle possibili ricadute dei nuovi investimenti previsti nel Piano. In Veneto, ad esempio, dove l’agricoltura ha raggiunto nel 2015 un valore aggiunto di 2,65 miliardi di euro, in crescita del 4,2% rispetto all’anno precedente, occupando complessivamente 75mila lavoratori: qui Unicredit prevede di erogare 1,13 miliardi nei tre anni. 217 sono  i milioni destinati al Lazio, 80 alla Calabria.  L’agricoltura lombarda ha invece  aggiunto nel 2015 un giro d’affari di 3,21 miliardi, in crescita del 4,1% (rispetto all’anno precedente, con una crescita anche sul fronte degli occupati del 6,7%, pari a 87mila unità. Anche per il 2016 il valore aggiunto (differenza fra il valore della produzione di beni e servizi e i costi sostenuti per l’acquisto degli input produttivi) dell’agricoltura in Lombardia è previsto in crescita, +0,5%. In questa Regione arriveranno circa 700 milioni di euro. Cento milioni in più verranno investiti in Emilia Romagna.

Emiliano Raccagni