Segnano ancora il passo le polizze assicurative agevolate

 

Quanto vale il mercato assicurativo agricolo agevolato italiano? Nel corso dell’anno solare targato 2017 è stato raggiunto un valore complessivo pari a circa 7,2 miliardi di euro. Si tratta di un dato sostanzialmente in linea con quello conseguito nell’anno precedente, denotando, in estrema sintesi, una stabilizzazione del mercato, dopo un biennio caratterizzato da innegabili segnali di sofferenza, causati, in particolare, dalla riduzione di coperture assicurative contro i rischi derivanti da danni alle colture e alle strutture aziendali. A fotografare dettagliatamente lo scenario è stato il consueto studio condotto da Ismea che, dati alla mano, ha sfornato numeri, dati, statistiche, preziose informazioni per meglio delineare i contorni del fenomeno.

Addentrandoci nella lettura del rapporto, si evince che i valori assicurati relativi alle colture vegetali, principale comparto assicurato, hanno proseguito il loro trend al ribasso, attestandosi a 4,98 miliardi di euro, il dato più contenuto dal 2010. Rispetto all’anno precedente si osserva una flessione del 5,8%, con un calo lievemente più accentuato rispetto a quello già registrato nel 2016. L’ammontare dei premi è risultato di poco inferiore a 337 milioni di euro, con una riduzione del 4,5% su base annua. Uva da vino, mele, mais, riso e pomodoro da industria rappresentano oltre 2/3 dei valori assicurati, seguono pere, frumento tenero e nettarine. In termini di superfici, il 53% delle aree assicurate è attribuibile, invece, solo a tre colture, rappresentate da mais, riso e uva da vino. A livello territoriale, i 2/3 dei valori assicurati sono riconducibili a Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige e Piemonte. La prima delle regioni del Centro ‐ Sud è la Toscana, seguita dalla Puglia. I dati evidenziano un forte sbilanciamento del mercato assicurativo agevolato verso le regioni settentrionali, che nel complesso concentrano l’81% dei valori e l’86% delle superfici assicurate, contro il 10% e l’8% rispettivamente del Centro Italia e il 9% del Mezzogiorno, relativamente ai valori e al 6% per quanto concerne le superfici.

Sull’altro fronte, si evidenzia la crescita del mercato assicurativo della zootecnia, comparto per il quale, comunque, si prevedono ancora ampi margini di miglioramento. In termini di valori assicurati, Ismea indica un importo di circa 1,5 miliardi di euro, con un segno positivo di +39% sul 2016. Per quanto riguarda, invece, l’incremento dei premi, stimati in circa 20,5 milioni di euro, è stato calcolato un + 9% su base annua è comunque aumentato del 9%.  Lo studio entra nel dettaglio delle tipologie di polizze stipulare. E così, le polizze del Pacchetto A, ossia ex Multirischio per la copertura di tutte le avversità, incidono per una quota pari all’11%, il Pacchetto B, ovvero ex garanzia Pluririschio, si attesta al 9%, infine a primeggiare con un ben più rilevante 80% di incidenza è il Pacchetto C, ex garanzia Pluririschio con almeno tre avversità di frequenza, più eventualmente una o entrambe le avversità accessorie.

Ismea ha anche tracciato l’identikit dell’azienda ‐ tipo assicurata: si tratta di realtà  decisamente più strutturate rispetto alla media nazionale, di dimensioni ben più elevate, con oltre 17 ettari di media, maggiormente meccanizzate e con più marcate connotazioni imprenditoriali. E ancora, si tratta in prevalenza di ditte individuali, con una quota comunque significativa di società di persone, condotte da soggetti più giovani rispetto alla media e di sesso maschile. Anche sotto il profilo occupazionale l’azienda tipo assicurata mostra un carattere più professionale e un prevalente impiego di personale full‐time. Sul fronte dell’offerta, il rapporto Ismea evidenzia uno scenario competitivo in evoluzione, caratterizzato dall’ingresso di nuove compagnie nell’ambito del circuito delle assicurazioni agricole agevolate e da processi di fusione e acquisizione tra operatori già presenti sul mercato. Il calo dei valori assicurati nel comparto delle colture ha interessato la maggioranza delle compagnie assicurative, che applicano tariffe sostanzialmente allineate. Le poche che hanno mostrato una dinamica positiva hanno potuto, di conseguenza, rafforzare le proprie quote di mercato. Emerge che i primi dieci player superano, per raccolta premi, il 77% del market share.

Di Antonio Longo

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