Meglio produrre vino… 

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Ha lasciato dopo cinque anni la professione di avvocato per dedicarsi completamente a quella di produttore di vini. “E più lavoro tra i vigneti, più giro il mondo per proporre i nostri vini e più rimpiango di non aver preso prima questa decisione”, ci rivela Piero Rossi Cairo, giovane imprenditore al timone dell’azienda agricola La Raia, rilevata dalla sua famiglia nel 2003, in quel di Novi Ligure. Un’altra delle tante storie che ogni giorno l’Italia propone e che rivela come l’amore e la passione per la terra possano avere spesso il sopravvento. Sentimenti che riescono a “sconvolgere” davvero la vita e a spingere inesorabilmente verso un mutamento di rotta, netto e dirompente.

“Da subito abbiamo iniziato la conversione delle coltivazioni, passando in alcuni anni dal convenzionale al biologico, sino alla certificazione biodinamica Demeter che abbiamo ottenuto nel 2007, – prosegue Piero – oggi la tenuta si estende per 180 ettari, 42 coltivati a vigneto, 60 tra pascoli e campi di cereali, il resto sono boschi di acacia e castagno. Produciamo Gavi DOCG e Piemonte Barbera DOC, oltre a tre varietà di mieli biologici e a cereali antichi, come il farro monococco. Questa varietà di attività, di produzioni e di piante ha permesso in questi anni di realizzare all’interno de La Raia un ecosistema davvero peculiare e l’abbondanza di produzione di miele di questi ultimi due anni conferma il successo della scelta di un’agricoltura sana, di qualità e rispettosa del territorio e del suo futuro”. Non solo agricoltura: all’interno de La Raia ha sede anche una fondazione, la Fondazione La Raia – arte cultura territorio, che dal 2013 sviluppa progetti dedicati al grande tema del paesaggio. Di recente è stato ospitato un incontro con Gilles Clément proprio sul tema del futuro del paesaggio e sui fronti di impegno, anche sociale e politico.

Un’azienda che guarda avanti e si rinnova. “Abbiamo acquistato a Serralunga d’Alba Cascina Cucco un’azienda di 12,5 ettari che produce Nebbiolo da Barolo, oltre a Barbera e Dolcetto, – prosegue Rossi Cairo -abbiamo inziato anche qui la conversione al biologico, convinti che, come accaduto per i vini de La Raia, anche questi grandi Barolo, dal carattere forte e destinati, per le loro caratteristiche organolettiche, ad essere invecchiati a lungo, trarranno nuovo spunto dai nuovi modi di coltivazione. In cantina a La Raia, insieme al nostro enologo Piero Ballario, abbiamo avviato una collaborazione con l’università di Torino al fine di selezionare alcuni ceppi di lieviti autoctoni, gli unici permessi da Demeter”.

Al cospetto della crisi dei consumi sul mercato italiano, appare quasi scontato valorizzare l’export. “Esportiamo, come molti viticoltori italiani, gran parte della nostra produzione all’estero, – osserva Piero – nel nostro caso, circa l’80%. Scontiamo ancora la difficoltà del nostro Paese a promuovere attività continuative, mirate, di qualità e che coinvolgano più attori per diffondere la conoscenza dei nostri prodotti. Di recente sono stato in Giappone dove siamo ben distribuiti. Chi tallona l’Italia non è solo la Francia, un nome scontato, ma anche la Spagna e il Cile. Qualcosa di più per non arretrare ulteriormente dalla tavola dei consumatori internazionali dobbiamo fare, considerando che la qualità media dei nostri prodotti sta continuamente crescendo. Credo che l’aspetto più urgente, per quanto riguarda il nostro principale impegno che è la viticoltura e la produzione di vini, sia quello di impostare al meglio gli sviluppi dell’azienda rispetto alle nuove norme relative ai diritti di impianto. Infatti, l’abolizione di questi diritti, con passaggio alle cosiddette autorizzazioni, comporterà un’attenta analisi di qualsiasi scelta, legata anche al minimo investimento. Si tratta della conclusione di un iter partito anni fa, mirato a una più saggia gestione delle eccedenze produttive, che arriva al suo epilogo e anche in un modo condivisibile”.

Il biologico: una scelta di campo senza se e senza ma. “Abbiamo scelto di realizzare agricoltura biologica e dove possibile anche biodinamica, scegliendo di fare investimenti impegnativi che nel tempo ripagano in termini di qualità e valore del prodotto, – evidenzia il giovane imprenditore agricolo – siamo certi che questo modo di fare agricoltura abbia ricadute importanti anche sul territorio. Per esempio all’interno de La Raia è nata alcuni anni fa PortaNatura, un servizio di consegna a domicilio di prodotti e alimenti biologici. Molti produttori locali si sono presentati incuriositi e decisi a passare al biologico con la prospettiva di avere un canale più diretto per arrivare ai consumatori. Oggi portaNatura conta su circa il 60% di fornitori locali, in base alla stagione, e serve Torino, Milano e Genova. L’impegno verso la terra è un impegno per il futuro. Siamo un’azienda giovane, ma questa convinzione ci anima e guida tutte le nostre scelte”.  Pur non avendo puntato sull’uso di energie alternative, quali eolico o solare, in azienda si presta una particolare attenzione al consumo energetico che, oltre che impattare sul bilancio aziendale, ha dei risvolti ambientali che non devono mai essere trascurati. “Negli uffici e nella sala degustazione utilizziamo la nostra legna per riscaldare” conclude Piero.

di Antonio Longo

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