Lo scenario macroeconomico dell’agricoltura italiana

Confagricoltura ha recentemente pubblicato uno studio sui macroindicatori economici dell’agricoltura italiana negli ultimi dieci anni, ovvero dall’inizio della crisi (2007) al 2016. (QUI) Alcuni macroindicatori (redditi, prezzi) indicano che l’agricoltura italiana ha attraversato una fase negativa fra il 2007 e il 2010. Nel triennio successivo (2011-2013) vi è stata una sostanziosa ripresa, ma negli ultimi anni (2014-2016) sono tornati a manifestarsi consistenti fenomeni regressivi, anche se si è registrato un aumento dell’occupazione che ha seguito un andamento diverso, segnando il minimo nel 2013-2014 e una ripresa nei due anni seguenti. Qui di seguito alcuni dei risultati dello studio in questione.

I redditi – Secondo i dati di Confagricoltura dal 2007 (inizio della crisi economico-finanziaria mondiale) al 2010, il reddito netto delle imprese agricole in Italia sarebbe diminuito del 23%. Avrebbe registrato una crescita di +84% tra il 2010 e il 2013, per poi tornare a ridursi negli ultimi quattro anni (2013- 2016) del -26%, evidenziando la persistenza di sensibili criticità nel  settore agricolo. Seppur con variazioni contenute, simile sarebbe stato l’andamento del reddito medio generato da ogni unità di lavoro a tempo pieno.

I prezzi – La riduzione dei redditi risente dell’andamento dei prezzi di cessione dei prodotti e dei servizi dell’agricoltura che, dopo la crescita registrata fra il 2010 e il 2013 (+17,8%), negli anni seguenti hanno segnato un costante decremento che li ha portati nel 2016 nuovamente vicini ai valori del 2010. Il decremento è stato di -8% rispetto al 2013. Questo andamento si è verificato nonostante la riduzione dei prezzi dei prodotti e dei servizi acquistati dagli agricoltori che fra il 2013 e il 2016 hanno segnato -5%, dopo la crescita del 14% del periodo precedente (2010-2013).

L’occupazione – Dal 2007 l’occupazione (misurata in unità di lavoro) nelle aziende agricole si è ridotta fino al 2014 (-10,7%) per quanto riguarda soprattutto i lavoratori indipendenti (-14,7%) e in misura più contenuta i dipendenti (-6,2%). È poi tornata a crescere nel 2015 e nel 2016 (+8,9%) con un recupero più forte dei dipendenti (+12,8%) rispetto agli indipendenti (+4,9%). In complesso, nel 2016, gli occupati sono diminuiti del 2,7% rispetto al 2007, con i dipendenti in crescita (+5,8%) e gli indipendenti in flessione (- 10,5%). Secondo dati di Eurostat rielaborati da Confagricoltura, nel 2016 gli addetti complessivi del settore agricolo (aziende agricole e servizi connessi) rappresentano oltre 1,1 milioni di unità di lavoro a tempo pieno, in costante crescita dal 2013 (+6%) dopo che nel periodo precedente (2007-2013) avevano registrato una flessione dell’11%.

Il commercio con l’estero – Complessivamente l’export di prodotti agricoli e agroalimentari ha raggiunto nel 2016 i 38,3 miliardi a fronte di un import di 42,9 miliardi. Rispetto al 2007 l’export è cresciuto del 59% mentre l’import del 26%. Il saldo resta negativo, ma più che dimezzato.

Conclusioni – I macroindicatori economici (redditi, prezzi) indicano che l’agricoltura italiana ha attraversato una fase negativa fra il 2007 e il 2010. Nel triennio successivo (2011-2013) vi è stata una sostanziosa ripresa ma negli ultimi anni (2014-2016) sono tornati a manifestarsi consistenti fenomeni regressivi, anche se si è registrato un aumento dell’occupazione che ha seguito un andamento diverso, segnando il minimo nel 2013-2014 e una ripresa nei due anni seguenti. Segnali decisamente positivi vengono invece dal commercio con l’estero con un costante incremento del valore dell’export, fra il 2007 e il 2016, dei prodotti sia agricoli (+36%) , sia dell’industria agroalimentare (+64%). Tuttavia, per i modesti margini di crescita della produzione agricola (l’incremento della produttività è in parte vanificato dalla riduzione della superficie coltivabile), alla costante crescita dell’esportazione di prodotti agricoli ha fatto riscontro una altrettanto costante crescita, per quanto leggermente più contenuta, delle importazioni (+32% nello stesso periodo). Il saldo degli scambi con l’estero dei prodotti dell’industria agroalimentare, negativo nel 2007 per 4,3 miliardi di euro, ha segnato nel 2016 un attivo di 2,4 miliardi di euro. Maggiori informazioni QUI

di Maria Luisa Doldi

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