Le mosse per aprire un’azienda agricola

Nonostante la crisi del primo trimestre 2012, sono nate quasi 10.000 giovani aziende agricole.

Vittorio Sangiorgio, fonte: Coldiretti

L’agricoltura è l’unico settore che non ha visto diminuire la presenza percentuale di giovani imprenditori under 30. Questo dato positivo è emerso da un’analisi Coldiretti Giovani Impresa, resa nota in occasione dell’Assemblea in riferimento al rapporto sul mercato del lavoro dell’ Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) e l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) per il G20 dei ministri del Lavoro in Messico).
Il 33% dei giovani agricoltori italiani si trova in fase di espansione aziendale, al Nord come al Sud, contro il 10% della media nazionale. Gli under 30 sono particolarmente attivi nell’export, con il 13 % dei giovani che vende oltre confine, contro una media nazionale dell’8%. Il 40% dichiara inoltre di aver aumentato il proprio fatturato nell’ultimo anno, secondo un sondaggio Coldiretti/Swg.

Per trasformare il desiderio di diventare agricoltore in realtà, la Coldiretti ha presentato il vademecum su “Come aprire una azienda agricola”. Un sogno più facile da realizzare anche grazie alle opportunità offerte dal decreto sulle liberalizzazioni in cui si prevede la possibilità di affitto, oltre alla vendita, dei terreni agricoli demaniali, con prelazione a favore proprio dei giovani agricoltori.
Il fatto che il settore agricolo  sia il terzo settore che attrae maggiormente i giovani che vogliono investire in impresa in Italia, dopo commercio e costruzioni, è, ha precisato il delegato nazionale di Giovani Impresa Coldiretti, Vittorio Sangiorgio, un dato incoraggiante e ottimista.

Diventare agricoltori in 10 mosse

  1. Avere un’idea d’impresa intorno alla quale creare un progetto di sviluppo. Significa individuare che tipo di “imprenditore agricolo” si vuole essere o diventare: imprenditore agricolo più tradizionale, con produzione in un specifico comparto, o più innovativo e diversificato sfruttando, a 10 anni (18 maggio 2001/2011) dalla sua introduzione, le opportunità offerte dalla legge di orientamento in agricoltura. Inoltre significa valutare quali leve strategiche si intendono attivare: innovazione, vendita diretta, reti, territorio, qualità, agroenergie, agriturismo, fattoria didattica.
  2. Analisi delle caratteristiche e delle potenzialità aziendali tramite l’osservazione del territorio, del mercato, dei concorrenti e delle normative vigenti. Significa analizzare, servendosi di appositi consulenti le componenti di base per avviare l’impresa agricola, una volta esplicitata l’idea.
  3. Confrontarsi con gli altri che hanno già fatto esperienze simili in Italia o in Europa per cogliere le sfumature e focalizzare al meglio le idee.
  4. Trasformare l’idea in un progetto di sviluppo imprenditoriale. Si tratta di determinare gli obiettivi generali del progetto, quelli specifici, i risultati attesi e le azioni e le risorse necessarie per raggiungerli. Si tratta di farsi redigere da adeguati specialisti e professionisti un Business plan economico finanziario accurato e in grado di reggere al mercato e alle richieste di finanziamento pubblico e privato.
  5. Ricerca della fonte di finanziamento. Sulla base dell’idea progettuale valutare la possibile fonte di finanziamento nell’ambito delle politiche di sviluppo rurale (insediamento giovani, investimenti, qualità, pacchetto giovani). Per l’acquisto di terra verificare la possibilità di un mutuo presso Ismea nel ambito dei finanziamenti della piccola proprietà contadina.
  6. Presentazione del progetto per il finanziamento pubblico. Si tratta di fare la domanda per l’accesso al finanziamento unitamente alla presentazione del Business Plan. Necessaria l’assistenza di un centro Caa e la consulenza di un professionista per la parte tecnica. Oggi questo è il punto su cui si incaglia il meccanismo di avvio di un’impresa agricola. Infatti le procedure per accedere alle risorse dei Piani di Sviluppo Rurali (Psr) specificatamente dedicate ai giovani prevedono in media 275 giorni tra l’approvazione del programma e l’uscita del bando; 248 giorni tra la fine della raccolta delle domande e i decreto di concessione del contributo (istruttoria); tra i 18 e i 24 mesi per l’erogazione del contributo.
  7. Presentazione del progetto per il finanziamento privato. Numerose banche offrono condizioni vantaggiose per i giovani anche grazie ad accordi con Creditagri Italia, il primo consorzio fidi nazionale, per la ricerca delle migliorie condizioni di accesso al credito e del prodotto finanziario più adatto. Particolare attenzione va riposta nella concessione della garanzie.
  8. Una formazione di base in campo agricolo è importante, ma non decisiva anche perché sono numerosi i corsi di formazione professionale organizzati a livello regionale per acquisire competenze e avere la qualifica di  imprenditore agricolo dal punto di vista fiscale. Frequentarli è un modo per apprendere, ma anche per tessere una rete di rapporti con altri colleghi.
  9. Per avviare un’impresa agricola non sono molti gli adempimenti necessari né i relativi costi dal punto di vista burocratico. Infatti  tre sono i passaggi fondamentali: apertura di una Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate, iscrizione al Registro delle imprese, sezione speciale Agricoltura, presso la competente Camera di Commercio se si prevede di realizzare un fatturato superiore ai 7000 euro/anno, iscrizione e  dichiarazione presso l’Inps.
  10. La burocrazia è un peso non solo nell’avvio, ma anche nell’esercizio dell’attività imprenditoriale. Il settore agricolo è ancora pieno di una pletora di adempimenti  quotidiani (che si allungano ad elastico a seconda della branca di attività) che tolgono all’impresa agricola 2 giorni di lavoro a settimana da distrarre dall’attività di impresa vera e propria: 100 giorni l’anno.

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1 commento a questo articoloInvia il tuo
  1. salve,

    sono un ragazzo di 34 anni convivo con mia moglie ed ho un bimbo di 5 mesi, quindi vorremmo aprire una piccola azienda agricola, (allevamenti inclusi) .

    il posto dove noi vorremmo investire e proprio dalle parti delle madonie esattamente a collesano.

    cosa mi suggerite di fare?

    aspettando una vostra risposta

    cordiali saluti

    enzo

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